4. commentari al fascismo

Coratella vaccinata

Mi spiegate perchè se uno scrive una cazzata fioccano i commenti e se scrive una seria no? E’ vero che ogni tanto ci serve anche scherzare e alleggerire l’aria fetida in cui viviamo, ma il problema è serio, serio, serio(Sergio Cararo)
Una volta è una campagna allarmistica a favore dei T.S.O. (https://it.wikipedia.org/wiki/Tratt…) per le vaccinazioni, poi una campagna, altrettanto allarmistica, sulla cancerogenità di carni rosse ed insaccati.
Veementi discussioni sui social-media (generatori automatici di scazzi) dove gli schieramenti si affrontano a grevi colpi di sarcasmo, nel migliore dei casi, seminando virtuali lapidi su altrettanto virtuali amicizie.
A questa socialità siamo ridotti, ed a questa razionalità: stimolati da drammatici titoli ed immagini, prendiamo posizione, ci accaloriamo, invochiamo e stramalediciamo, per il puro gusto di farlo, per simulare una potenza che ci viene sempre più tolta, e di questo simulacro ci accontentiamo.
Il meccanismo è del tutto analogo a quello della cronaca nera: ognuno assume il ruolo di giudice e persino di legislatore, nel regno della chiacchiera ognuno è titolato, competente, abile… a chiacchierare.
Al fondo, il modello della tifoseria: la sedentaria identificazione con l’atleta, l’apoteosi del gregarismo, l’ipertrofia dell’ego, il dominio della stronzata (https://it.wikipedia.org/wiki/Stron…).
Anche questo fa parte della mobilitazione reazionaria di massa, che sempre più si caratterizza come mobilitazione bellica.
Sparatevi tutti i vaccini che volete,
ingozzatevi di quel che più vi gusta,
votate per chi fa la voce grossa,
che poi arriva il conto e la cresta si abbassa…

Un NO contro l’oligarchia.

Qualche tempo fa, Franco mi ha regalato un libro: “Gli Oligarchi” di Jules Isaac (cfr. http://francosenia.blogspot.it/…/le-metafore-del-presente.h…).

Avevo appena finito di leggerlo e ci stavo riflettendo sopra, chiedendomi perché un professore di storia, politicamente assai moderato e culturalmente idealista, costretto alla macchia durante l’occupazione nazista della Francia, si mettesse ad indagare sulle analogie fra la situazione che stava vivendo e la Grecia del V secolo avanti Cristo.

Poi, ieri leggo un post di Cristiano che riporta un editoriale di Scalfari, illuminante nella sua spudoratezza:
“l’oligarchia è la sola forma di democrazia”
(cfr.http://www.repubblica.it/…/zagrebelsky_renzi_scalfari-1489…/)

Mi è diventata subito chiara, attraverso le parole di Isaac, la natura e l’ideologia di chi abbiamo di fronte, la loro “capacità di odio”: “l’uguaglianza soprattutto suscita la loro rabbia come un oltraggio personale”, il loro “spirito di sistema spinto fino ai limiti estremi, il dogmatismo del tipo più aggressivo, il disprezzo assoluto di ogni ostacolo – uomo, idea o fatto -; la pretesa pontificale all’infallibilità”.

Certo, anche le differenze saltano subito agli occhi: l’oligarca Crizia era stato allievo di Socrate ed aveva al suo servizio Platone e Senofonte, i suoi epigoni italiani attuali debbono accontentarsi di Scalfari…

TERRORISTI AL SERVIZIO DEI PADRONI

La storia non è originale, sembra uscita da un romanzo del “ciclo americano” di Valerio Evangelisti, o da un film neorealista, potrebbe essere ambientata in qualunque parte del mondo, nell’ultimo secolo:

Ci sono dei lavoratori sfruttati ferocemente, quasi tutti immigrati.
Ci sono dei sindacati combattivi che li organizzano.
Si sviluppa un movimento di scioperi in un settore strategico per l’economia.
I padroni lo vogliono stroncare.
Durante un picchetto, un dirigente aziendale incita un camionista crumiro a sfondare.
Un lavoratore rimane schiacciato sotto le ruore del camion.
La polizia non ferma il camionista ma lo salva quando i manifestanti lo stanno prendendo e stende un verbale dove parla di incidente stradale.
Un magistrato, avvalla immediatamente la versione della polizia e rilascia libero ed anonimo l’assassino.

Chi si fregia di essere “servitore dello Stato” sa che è solo un servo dei padroni.
Ogni lavoratore deve sapere che se fa un picchetto, può essere ucciso impunemente.
Ogni padrone ed ogni suo sgherro sanno che possono uccidere gli scioperanti impunemente.

Questo è fascismo.

Ma non finisce qui

preghiera

C’è del marcio in Danimarca

Con un tempismo encomiabile, il parlamento danese legifera la confisca dei beni a chi richiede asilo.
Domani, tutti a ricordare l’Olocausto, dimenticando l’essenziale…

Nella foto: beni confiscati agli internati nei campi di concentramento nazisti.

Qui la notizia:
La Danimarca confischerà i beni ai rifugiati, approvata la legge

capibranco&gregari

Dice Andrea Coccia in un acuto intervento:
“La grandezza della natura è che l’individuo si sacrifica per il bene della comunità. La grandezza dell’uomo è un’altra. È la giustizia e il socialismo, come direbbe Jack London, uno che di lupi se ne intendeva. Ma non esiste giustizia e socialismo quando i leader vecchi e malati, lungi dall’allontanarsi per morire in pace, guidano il branco fino a morire, senza lasciare eredi, senza insegnare a nessuno come si fa il leader.”
Andrea Coccia, Cosa dobbiamo imparare davvero dai lupi (2015)
Qui l’articolo integrale:
Cosa dobbiamo imparare davvero dai lupi

Interessante ed ampiamente condivisibile, ma riduce London a Galimberti.

Così Galimberti:
“[I Greci] avevano consapevolezza che l’economia dell’Io è iscritta nell’economia della specie […] Colpo di genio del Cristianesimo, come dice bene Nietzsche, è di aver detto agli uomini: voi non morirete mai […]
Per il Greco è impensabile che l’uomo sia differente dalla pianta, dall’animale, che abbia un destino ultraterreno, perchè la legge della natura ha bisogno del sacrificio degli individui, la specie ha una sorta di crudeltà innocente per cui per la sua vita sacrifica la vita degli individui”.
https://youtu.be/5-mC5rt0Ba4

Così London:
“La legge del bastone e della zanna…
Dave era leale e saggio, non mordeva mai Buck senza motivo, ma non mancava mai di farlo quando era necessario. Poichè c’era anche la frusta di François, Buck trovò che costava meno correggersi che ribellarsi.” (Il richiamo della foresta)
https://psicologiadimassadelfascismo.wordpress.com/…

Il socialismo di London è ancora piuttosto confuso (pre-leninista) ma intuisce il fascismo come tendenza.
Coccia (e Galimberti) naturalizzando, rischiano di confondere fascismo e socialismo nel gregarismo.

“Compare una schiera di draghi senza capo. Salute!” (Yi Jing)

finché c’è guerra c’è speranza

Se volete vedere, concentrate in una valle prealpina, tutte le caratteristiche proprie del fascismo: grande e piccola borghesia unite ad una aristocrazia operaia da un’ideologia razzista, tradizionalista, sessuofobica, patriarcale, rozza e violenta quanto ipocrita e meschina, fate una gita nella ridente Val Trompia…

“Dal profondo Nord della Val Trompia, terra di fabbriche di armi e di leghisti, non si è mai interrotto il flusso di pistole, fucili e proiettili verso quelle parti dell’Africa che ribollono di tensioni e conflitti e da cui fuggono a decine di migliaia i disperati che cercano di scampare alle carneficine. Anche l’anno passato, con la Libia dilaniata dalle faide tra clan e senza più un potere centrale riconoscibile, e il resto del Maghreb, dall’Algeria alla Tunisiaall’Egitto, sempre sul punto di esplodere, sono andati assai bene gli affari delle imprese italiane, Beretta in testa. Nel complesso sono ammontate a circa 30 milioni di euro le esportazioni di pistole, fucili, carabine e simili verso quelle regioni. Insieme al Nord Africa anche il Medio Oriente, dall’Arabia Saudita alla Siria, compresi Iran e Iraq sotto l’attacco degli assassini del Califfato dell’Isis, ha ricevuto dall’Italia un buon numero di pistole e fucili.”
Da un articolo su “Il Fatto quotidiano” del 23 /05/2015

Qui il rapporto 2015 “Armi leggere, guerre pesanti“:
archivio disarmo

Rapporto-armi-518x1024

 

Articolo su “Contropiano”

Zeitgeist
Se mettiamo in fila un po’ di cose: l’estendersi ed intensificarsi della guerra imperialista, l’attacco al diritto di sciopero, l’attacco al diritto di manifestazione, l’attacco alla libertà di parola, i provvedimenti giudiziari a mitraglia e la sempre più violenta repressione poliziesca, lo stravolgimento della costituzione, i mass media (dai mainstream ai social) e la politica (istituzionale e di massa) saturati di sciovinismo nazionalista, patriarcale e razzista, solo per sintetizzare gli elementi più macroscopici, ci rendiamo conto che il fascismo non riguarda un tragico passato, non incombe come minaccia sul futuro, il fascismo è lo spirito del nostro tempo.
Pubblicato il 21/10/2015

Qui l’articolo:
articolo Contropiano

Oppure qui
Note su Psicologia di massa del fascismo di Wilhelm Reich

commentari al fascismo n°5: perché Cuba resiste?

5.0. Solo un paio di elementi su cui riflettere:

5.1.  Si è dovuta rendere indipendente dal petrolio

“Che cosa succederà dopo il picco del petrolio?
Come si vive senza petrolio?
A Cuba lo sanno: stanno vivendo senza petrolio da anni, da quando la Russia ha smesso di spedire tutta una serie di derivati del petrolio e da quando l’embargo costringe i cubani a farsi bastare quel che possono produrre da soli.
Nel 1990 il PIL di Cuba è crollato dell’85% e il consumo di petrolio del 50%. Inizialmente le calorie di cibo disponibili a testa calarono del 30%. La gente dimagrì.
L’agricoltura, che in precedenza assomigliava a quella del resto del mondo e utilizzava fertilizzanti, pesticidi, macchinari e sistemi di allevamento industriali, ha dovuto essere rimodellata in modo sostenibile. Il biologico è diventato la norma. I bovini, più che essere allevati per la carne, sono usati per il lavoro dei campi.
La gente oggi mangia molta frutta e verdura (essendo ai Caraibi, la cosa è anche piacevole) e chi può se la coltiva da solo.
Oggi la produzione di cibo è al 90% dei livelli pre-crisi, ma il consumo di energia è molto, molto al disotto dei consumi pre-crisi. La gente gode di buona salute, Cuba ha un sistema sanitario migliore di quello degli USA (quando passò l’urgano Katryna, Castro offrì di mandare medici e paramedici). A Cuba si punta molto sulla prevenzione e la mortalità infantile è più bassa che negli USA.
Il sistema scolastico funziona bene. Cuba ha solo il 2% della popolazione dell’America Latina, ma l’11% degli scienziati di quel continente sono cubani. Gli uomini vanno in pensione a 60 anni, le donne a 55. L’età media si sta allungando, per cui anche queste soglie dovranno essere spostate in avanti.
Certo, sarebbe bello che si arrivasse a stili di vita sostenibili per libera scelta, non forzatamente, ma intanto mi piace pensare che sopravviveremo anche noi alla fine del petrolio e che gli aspetti sociali e culturali potrebbero addirittura migliorare.”

5.2. Ha sviluppato un piano di educazione sessuale
http://www.cenesex.org/

cenesex