T.S.O.

Coratella vaccinata

Mi spiegate perchè se uno scrive una cazzata fioccano i commenti e se scrive una seria no? E’ vero che ogni tanto ci serve anche scherzare e alleggerire l’aria fetida in cui viviamo, ma il problema è serio, serio, serio(Sergio Cararo)
Una volta è una campagna allarmistica a favore dei T.S.O. (https://it.wikipedia.org/wiki/Tratt…) per le vaccinazioni, poi una campagna, altrettanto allarmistica, sulla cancerogenità di carni rosse ed insaccati.
Veementi discussioni sui social-media (generatori automatici di scazzi) dove gli schieramenti si affrontano a grevi colpi di sarcasmo, nel migliore dei casi, seminando virtuali lapidi su altrettanto virtuali amicizie.
A questa socialità siamo ridotti, ed a questa razionalità: stimolati da drammatici titoli ed immagini, prendiamo posizione, ci accaloriamo, invochiamo e stramalediciamo, per il puro gusto di farlo, per simulare una potenza che ci viene sempre più tolta, e di questo simulacro ci accontentiamo.
Il meccanismo è del tutto analogo a quello della cronaca nera: ognuno assume il ruolo di giudice e persino di legislatore, nel regno della chiacchiera ognuno è titolato, competente, abile… a chiacchierare.
Al fondo, il modello della tifoseria: la sedentaria identificazione con l’atleta, l’apoteosi del gregarismo, l’ipertrofia dell’ego, il dominio della stronzata (https://it.wikipedia.org/wiki/Stron…).
Anche questo fa parte della mobilitazione reazionaria di massa, che sempre più si caratterizza come mobilitazione bellica.
Sparatevi tutti i vaccini che volete,
ingozzatevi di quel che più vi gusta,
votate per chi fa la voce grossa,
che poi arriva il conto e la cresta si abbassa…
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