sessualità

Misticismo&Masochismo

La tendenza di persone fanaticamente religiose ad infliggersi autolesioni, a compiere azioni masochiste eccetera conferma quanto abbiamo detto. La clinica sessuoeconomica riuscì infatti a dimostrare che il desiderio di essere picchiati o le autopunizioni nascono dal desiderio pulsionale di raggiungere una “distensione senza averne colpa”. Non esiste una tensione organica che non produca rappresentazioni di essere picchiati o torturati non appena la persona in questione si sente incapace di provocare da sola la distensione. Questa è la radice dell’ideologia passiva di sofferenza di tutte le vere religioni .
Dalla reale impotenza e sofferenza organica nasce il bisogno di trovare una consolazione, un sostegno e un appoggio dall’esterno, soprattutto contro le proprie pulsioni malvage, contro quelli che vengono chiamati «i peccati della carne».
Wilhelm Reich, Psicologia di massa del fascismo

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Till Ulenspiegel

“Il fatto che esistano funzioni biologiche fondamentali dell’animale uomo, che non hanno nulla a che fare con la stratificazione economica classista, che si intersecano e si incrociano, veniva dimostrato per la prima volta nella repressione della naturale vita amorosa dei bambini e degli adolescenti. La repressione della vita amorosa non riguarda soltanto tutti gli strati e tutte le classi di ogni società patriarcale; questa repressione anzi è proprio più accentuata nelle classi dominanti che in quelle dominate. La sessuo-economia riuscì persino a dimostrare che gran parte del sadismo di cui si serve una classe dominante per reprimere e sfruttare altre classi va sostanzialmente attribuito al sadismo che nasce dalla sessualità repressa. Il nesso fra sadismo, sessuo-repressione e repressione di classe è descritto perfettamente nel famoso “Till Ulenspiegel” di De Coster.”
Wilhelm Reich, Psicologia di massa del fascismo.

Esergo ad “Ascolta, piccolo uomo”
till

Luciano Bianciardi, sessualità simbolica

“Ma per intanto il coito si è ridotto, per la stragrande maggioranza degli utenti, a pura rappresentazione mimica, a ripetizione pedissequa e meccanica di positure, gesti, atti, trabalzamenti, in vista dell’evacuazione seminale, unico fine ormai riconoscibile e legalmente esigibile. Il resto non conta, il resto è puro simbolo che serve a spingerti all’attivismo vacuo. Questo vuole la classe dirigente, questo vogliono sindaco, vescovo e padrone, questurino, sociologo e onorevole, vogliono non già una vita sessuale vissuta, ma il continuo stimolo del simbolo sessuale che induca a muoversi all’infinito.”
Luciano Bianciardi, La vita agra (1962)