Italia

STUPRI

Immigrati, carabinieri presunti antagonisti tre tipologie sociali in apparenza incommensurabili accomunate, però, dalla medesima pratica: lo stupro. Troppo facile la spiegazione razzista: gli stranieri stuprano; non da meno quella “antagonista”: questi sono i carabinieri; insensata quella perbenista: in certi ambienti è normale che accada ciò. Tutte spiegazioni in fondo tranquillizzanti perché individuano, e risolvono, il problema ascrivendolo, volta per volta, a una etnia, a una funzione, a una ideologia. Un modo come un altro per non voler vedere come quello che saltuariamente conquista le cronache sia un fenomeno particolarmente diffuso, specialmente tra le mura della sacralità familiare, che rappresenta un indicatore non secondario della putrefazione a cui è giunto il nostro “stile di vita” e dei “modelli culturali” a questo coevi. La violenza sulle donne, sulle trans e i bambini non è altro che la punta dell’iceberg di un modello sociale che attraversa tutti gli ambiti della nostra formazione sociale la quale si fonda palesemente sulla morale del chandala: FORTE CON I DEBOLI, DEBOLE CON I FORTI. Questo è esattamente ciò che, nel quotidiano, incontriamo. O si ritorna a osare, con Shakespeare, “Il tempo è breve e se noi viviamo è per calpestare dei re” oppure dobbiamo rassegnarci allo spavento senza fine del presente.

Emilio Quadrelli

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MINNAZI

“A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico».
Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati. Ma quando questo avviene, allora, al termine della catena, sta il Lager.
Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano.
La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo.”
Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi,1958

Gino Strada

Rosso, Le giornate di Aprile ’75

“Le masse, le nuove generazioni hanno dimostrato di saper vedere dov’è il fascismo: non certo solo laddove vogliono mostrarcelo, ma soprattutto altrove, nella polizia in tutte le strutture dei corpi separati dello Stato, nel riformismo, nel terrorismo della socialdemocrazia e delle multinazionali. E’ questo che nelle giornate di aprile è stata attaccato, è l’ordine istituzionale che è stato denunciato, è l’orizzonte politico della socialdemocrazia e del riformismo che è stato incrinato.”

da Le giornate d’aprile, in “Rosso contro la repressione”, n.15, marzo-aprile 1975

Qui la rivista in pdf:
Rosso – contro la repressione

Oppure qui:
https://www.autistici.org/…/Giornale%20dentro%20il%2…/15.pdf

“Pagherete caro Pagherete tutto” Collettivo Cinema Militante 1975documentario prodotto dal collettivo del cinema militante durante le giornate dell’aprile 1975 a Milano prima, durante e dopo gli assassinii di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi.
46 minuti di filmati sugli avvenimenti, le manifestazioni, gli scontri e le interviste
Pagherete caro, pagherete tutto