psicologia politica del fascismo

“L’esperienza della propaganda di massa fascista confermò passo a passo le asserzioni di quella giovane disciplina che era la psicologia politica. Riassumiamo in breve:

  1. Bisogna distinguere nettamente tra processi obiettivi di una società ed esperienze soggettive di tali processi. Entrambi hanno le proprie leggi e le proprie fonti di energia.
  2. I capi sono sempre l’espressione di una volontà di massa, quindi il riflesso della struttura umana media. Essi pensano ed agiscono in modo contraddittorio, rispecchiando così esattamente le contraddizioni dell’uomo medio, la cui struttura è simultaneamente progressista e reazionaria. Questa struttura nasce all’interno della famiglia e sviluppa poi i suoi effetti anche nello Stato. Quindi i problemi della famiglia, cioé delle condizioni sessuali, sono più vecchi e più significativi da ogni punto di vista che quelli della tecnologia. Ciò è vero sebbene la trasformazione della struttura familiare sia pienamente dipendente dalla trasformazione del dominio tecnologico della natura da parte degli uomini.
  3. L’economia e l’ideologia non hanno tra loro un rapporto semplice e diretto. Può capitare che sia la prima a condizionare in modo fondamentale la seconda, ma può anche essere il contrario. Anzi, può succedere che nel loro sviluppo ognuna prenda una direzione opposta (divergenza).
  4. Da un punto di vista tecnico, la forza motrice della storia è energia vegetativa,che si esprime, nella vita pratica della gente, sotto forma di sensibilità sessuale e di desiderio di felicità. Queste espressioni sono soggette alle limitazioni delle condizioni politiche, sociali ed economiche.
  5. Se le espressioni bio-energetiche di una collettività superano i limiti imposti da tali condizioni, ne segue inevitabilmente una regressione, come è capitato in Russia. Nel fascismo, l’energia vitale delle masse regredì a un’abietta miseria spirituale e materiale, poiché esso non era conscio dei suoi stessi obiettivi e funzioni. In tal modo trova conferma un vecchio concetto, per cui una società può solo raggiungere quegli obiettivi che si è posta coscientemente e che è in grado di portare avanti nel quadro delle risorse disponibili all’interno della propria organizzazione sociale.
  6. Sebbene i conservatori e la reazione politica ignorassero i processi in avanti della società tedesca, tuttavia riuscirono assai brillantemente ad imbrigliare l’energia delle masse e a coivogliarla verso i propri interessi. Questo, e solo questo, è il “fascismo”. Ne consegue che il fascismo può solo venir vinto, guidando consapevolmente i medesimi processi che esso ha messo in moto.”

Wilhelm Reich, Individuo e Stato (1953)

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