il leone del deserto

“Nel 1979 il regista siriano-americano Moustapha Akkad gira il kolossal Lion of the Desert, ove si narrano vita, cattura e morte di Omar al-Mukhtar e, attraverso di lui, l’orrenda saga della «riconquista» libica. Una coproduzione internazionale, con un cast di tutto rispetto: l’anziano Anthony Quinn presta i solchi del proprio viso alla dolente e ferma dignità di Omar; Oliver Reed maramaldeggia nel ruolo di Graziani; Rod Steiger dà corpo e smorfie a Benito Mussolini.

Il film non è un capolavoro, ma non è peggio della maggior parte dei film in costume hollywoodiani, e ha il merito di far conoscere in Occidente la figura dell’insegnante-guerrigliero, capo della resistenza popolare all’invasione fascista.

Tuttavia, agli spettatori italiani viene negato il diritto di vedere coi loro occhi e giudicare con la propria testa. Non è ammissibile che nei cinematografi d’Italia si mostrino gli «italiani brava gente» rappresentati come di solito si rappresentano le SS. Non è tollerabile che gli italiani vedano le loro forze armate intente a compiere un genocidio! Come osa quel regista arabo, quel volgare calunniatore?

Rispondendo all’interrogazione parlamentare di un deputato missino indignato per le sequenze che gli sono state descritte, il sottosegretario agli Esteri Raffaele Costa manda un chiaro messaggio ai produttori: il film non otterrà mai il visto ministeriale per la distribuzione in Italia. Non v’azzardate nemmeno a chiederlo.

Nel frattempo, dato che il film è proiettato negli altri paesi, si alzano comunque grida di sdegno. L’Associazione Nazionale Alpini, ad esempio, protesta per le sequenze dove soldati con la penna nera decimano la popolazione del Gebel Achdar.

Di conseguenza, Lion of the Desert diventa un film di culto clandestino. Nel marzo 1987, per protesta contro l’impossibilità di vederlo in Italia, attivisti del Coordinamento per la pace proiettano il film in una piazza di Trento. La Digos interviene a sequestrare la videocassetta e la magistratura incrimina quattro persone – Marta Anderle, Franco Esposito, Renato Paris e Paolo Terzan – per «rappresentazione cinematografica abusiva». Nel febbraio 1988 gli imputati sono condannati a pagare un’ammenda di centomila lire a testa.

Nel corso degli anni, il veto politico su Lion of the Desert è in parte caduto. Il film è stato doppiato in italiano e trasmesso su un canale nazionale privato. Oggi si trova facilmente su Internet, ma rimane un titolo scomodo, urticante, del quale non si parla volentieri. Omar al-Mukhtar fa ancora paura.”
Wu Ming, Giap (30/09/2015)

Qui l’articolo completo:
Giap

Questo il trailer (in inglese):

Il film completo (in italiano) si può scaricare qui:
http://www.filmsenzalimiti.co/il-leone-del-deserto.html

oppure qui:
http://www.nowvideo.li/video/537b81220616c
nella finestra che si apre cliccare, in basso, CONTINUE TO THE VIDEO …nella finestra successiva chiudere i due riquadri cliccando la X rossa e infine il pulsante centrale azzurro contenente la freccia verso DX … (chiudere le finestre pubblicitarie che questa operazione ha attivato)

oppure qui:
http://vk.com/video?q=il+leone+del+deserto

 

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