Manlio Bastoni, sui fatti di Colonia

Prima di tutto il fatto. Un migliaio di uomini di origine araba o nordafricana aggrediscono decine di donne a Colonia e Amburgo. Settanta denunce, per ora. Viene detto poco sulle dinamiche delle singole aggressioni. Riesce difficile comprendere il senso di questa azione, sta poco dentro ad altre azioni aggressive dei musulmani in Europa. Ha la forma della bufala. Le aggressioni sono sicuramente reali e le denunce sicuramente serie. I pochi fatti citati ricordano tanti fatti accaduti durante i nostri carnevale fino a non molto tempo fa. Lazzi e palpate che di fronte alla giusta ribellione prendono la forma dell’aggressione, fino allo stupro. Certo … si inserivano nell’ambito carnevalesco, un tempo di rovesciamento del quotidiano. Ricordo l’abitudine di “schiumare” le ragazze con la schiuma da barba come consuetudine ampiamente accettata in occidente fino a poco tempo fa. I fatti di Colonia sono un’aggressione alla donna occidentale, celata per non mettere in difficoltà la Merkel? Mi riesce difficile immaginare delle donne tedesche che di fronte ai fatti citati non si precipitano al primo commissariato e non scrivono immediatamente a un giornale o in internet, mi riesce difficile credere che i ragazzi tedeschi presenti a questi fatti, nella forma presentata dai giornali, non siano intervenuti. Non riesco ad immaginarmi la scena. Mi pare difficile credere che la polizia tedesca fosse assente da questi luoghi. Non capisco che vantaggio ne avrebbe il mondo islamico. Un attacco di questo genere non solo non crea un terrore in grado di ammutolire, al contrario scatena una reazione viscerale e fortissima. Viene minata l’attuale libertà della Donna, l’elemento più vitale della società occidentale, avanguardia da decenni di ogni lotta progressista. Ci sarebbe da chiedesi se la donna occidentale sia veramente libera. Femminicidi a raffica, pornografia dilagante, perdita dei posti di lavoro che colpisce soprattutto le donne sempre più equiparate all’uomo nella qualità complessiva della vita e nell’aspettativa di vita. Attraverso internet, il porno, che quasi sempre ha la donna come oggetto di violenza, domina il mondo. Tutto il mondo … compreso quello islamico, compreso parte del mondo femminile che lentamente si piega al suo dominio sul tempo del piacere. Sesso facile, soldi che corrono, economia che si muove. L’opinione pubblica maschile ormai è formata in gran parte da segaioli occulti, incanalati su quasi tutte le cose del mondo su percorsi predefiniti. Quella femminile è più composita e più reattiva ma, appunto, reattiva; socialmente canalizzabile anch’essa e anche più potente, in grado di piantare paletti difficilmente superabili. Le donne occidentali condannano la cultura islamica che schiavizza le donne musulmane: è una condanna inappellabile di quella cultura, ciò che maggiormente giustifica uno sciontro di culture. Forse l’unica grande ragione che giustifica questo scontro, ciò che fa apparire questa guerra come “santa”. Siamo certi che gli uomini e anche le donne dell’Occidente abbiano i titoli per intraprendere questa battaglia? Non sarebbe forse meglio prima far pulizia in casa nostra? Qual’è il principio soggiacente all’affermazione che gli uomini musulmani che vengono a vivere in Occidente devono adattarsi ai costumi dominanti qui? Quello che anche loro devono mettersi a farsi delle seghe guardando delle professioniste al lavoro e per il resto stare muti. Questo, presto o tardi, lo faranno di sicuro perché è il destino di ogni maschio che viva una cultura sessuale repressiva ma non sarà la soluzione. Prima di tutto i fatti. Ritorno con la mente agli anni della guerra in Bosnia, agli stupri etnici perpetrati prevalentemente da serbi (cristiani ortodossi) ai danni dei musulmani, con lo scopo di umiliare e terrorizzare una popolazione. Colpire le donne significa, sempre, colpire la radice di una società. Ogni società questo assioma lo conosce fin dalla notte dei tempi. Ricordo la reazione di Sonia di fronte all’abbandono della Bosnia da parte dell’occidente: “comunque io di andare in giro velata non ne voglio un cazzo!!”. Ricordo tutte le mie discussioni con lei, tentare di farle capire che veniva incanalata su una falsa pista e trasformata in una complice dei carnefici che sapevano giocare sulle sue reazioni emotive, viscerali: sulle sue paure; che questo serviva a permettere di completare la pulizia etnica a a trasformare l’islam più tollerante del mondo in una lancia puntata contro l’Europa. Il controllo emotivo mass-mediatico domina sempre di più un mondo globalizzato. Prima di tutto i fatti. In alcuni momenti del medioevo europeo un rapporto sessuale valeva tanto quanto un uovo di gallina. E’ così. Oggi il sesso vale molto, decine di migliaia di volte di più. La prostituzione paga fin troppo bene e questo avviene perché il suo valore è inversamente proporzionale alla capacità di una società di lasciar spazio all’Amore, al Cuore. La guerra nasce da noi, il nemico è dentro di noi, cercare di identificarlo al di fuori di noi non ci aiuterà.
Manlio Bastoni, su Facebook (08/01/2015)

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