finché c’è guerra c’è speranza

Se volete vedere, concentrate in una valle prealpina, tutte le caratteristiche proprie del fascismo: grande e piccola borghesia unite ad una aristocrazia operaia da un’ideologia razzista, tradizionalista, sessuofobica, patriarcale, rozza e violenta quanto ipocrita e meschina, fate una gita nella ridente Val Trompia…

“Dal profondo Nord della Val Trompia, terra di fabbriche di armi e di leghisti, non si è mai interrotto il flusso di pistole, fucili e proiettili verso quelle parti dell’Africa che ribollono di tensioni e conflitti e da cui fuggono a decine di migliaia i disperati che cercano di scampare alle carneficine. Anche l’anno passato, con la Libia dilaniata dalle faide tra clan e senza più un potere centrale riconoscibile, e il resto del Maghreb, dall’Algeria alla Tunisiaall’Egitto, sempre sul punto di esplodere, sono andati assai bene gli affari delle imprese italiane, Beretta in testa. Nel complesso sono ammontate a circa 30 milioni di euro le esportazioni di pistole, fucili, carabine e simili verso quelle regioni. Insieme al Nord Africa anche il Medio Oriente, dall’Arabia Saudita alla Siria, compresi Iran e Iraq sotto l’attacco degli assassini del Califfato dell’Isis, ha ricevuto dall’Italia un buon numero di pistole e fucili.”
Da un articolo su “Il Fatto quotidiano” del 23 /05/2015

Qui il rapporto 2015 “Armi leggere, guerre pesanti“:
archivio disarmo

Rapporto-armi-518x1024

 

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