fashion fascists

“Inizialmente l’impiegato e il funzionario hanno in mente soltanto l’ideale di essere così come il loro superiore, finché gradualmente, a causa della cronica dipendenza materiale, il loro modo di essere si trasforma nel senso dello strato dominante. Tenendo lo sguardo sempre rivolto verso l’alto, il piccolo borghese sviluppa una frattura tra la sua posizione economica e la sua ideologia. Egli vive in condizioni modeste, ma verso l’esterno si presenta in modo «dignitoso», al punto di apparire spesso ridicolo. Egli si nutre male e in modo insufficiente, ma attribuisce una enorme importanza a un «abbigliamento decente». Il cilindro e la finanziera sono divenuti i simboli tangibili di questa struttura caratteriale. E non vi è nulla di più adatto, per un’immediata valutazione psicologica di massa di una popolazione, dell’osservazione del suo modo di vestirsi.”
Wilhelm Reich, Psicologia di massa del fascismo

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