Carlo Emilio Gadda, Eros e Priapo

“Ora questa bassa prurigine non fu virilità conscia de’ suoi obblighi, ma improntitudine di violenti disposti a tutto per tirare a casa una sovvenzione e per esibirsi stivaluti e armati di coltello al corso: disposti a tutto e in primis a plaudire chi è «in alto» (cioè i ladroni prelati dalla fortuna e dalla scaltrezza) e a far la spia e lo sbirro «a’n collega mio». Cominciavano ad agitarsi nel guf, che era il seminario, la pepinière delle spie: facevano la spia ai docenti e ai compagni: fiduciari di gruppo, cioè ladruncoli e concussori e spie cantonali, a ventun anni: federalastri a venticinque, prefetti a ventotto. Tutta la nazione è stata posta in mano a codesta ragazzaglia: con il motivo del ritornello giovinezza, primavera di bellezza: come una claque di scalmanate mamillone che, naturalmente, all’intravedere non dirò qualità «maschie» ma ornamenti fallici e vescicule seminali in quei ventenni perdevano completamente le staffe: «Io sono fascista, io amo la mia patria…» dicevano con anima speranzosa fremente nell’attesa. (…)

Le più pazze, le più prese dalla imago, non bisognavano marito, ne ganzo, ne drudo. Checcé. Gli bastava la Idea, la Idea sola della Patria, e del kuce. Gli bastava immaginare il kuce nell’atto di salvar la Patria per sentirsi salvate e pregne anche loro in compagnia della Patria. Una di codeste pazze riuscì a fare un figlio: col ritratto del kuce. Ed ebbe il pupo, al nascere, le quadrate mascelle del Mascellone, tanto che lo ricovrarono al Cottolengo. Dove il mostriciattolo pisciò, cioccolattò, crebbe e proferì apoftegmi: in tutto simili a quelli del Padre.

A molte vedove o vedovate o comunque disertate dal Conforto il ritratto del kuce, dicevano «mi riempie la vita» (se non la pancia). «Quello è un uomo!» dicevano. «Che bel maschione!» esclamò un giorno, commossa, la padrona di casa di un vicino. L’aveva avvistato sul tavolo una cartolina con l’Ex-Bomba in pullover (un pullover a scacchi) e in knickerbockers, da parere un ciclista disceso dopo il traguardo. Non vi dico la pulloveresca e knickerbockersca eleganza del maschione.”
Carlo Emilio Gadda, Eros e Priapo

Qui un saggio su Eros e Priapo di C.E. Gadda:

Oppure qui:
Benedetta De Bonis

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