Bertolt Brecht, ballata della schiavitù sessuale

Guardatelo: si atteggia a satanasso,
a ammazzasette dal coltello rosso,
a rovinafamiglie, a puttaniere
e dalle donne poi si fa fregare.
Lo voglia o no, non sfugge alla sua sorte:
la schiavitù sessuale è la più forte.
Dice: «Non riconosco né vangeli né codici».
Il mondo è suo dominio incontrastato.
Dice: «Chi vede donna è già spacciato
e intorno a me non ne voglio vedere».
Parli pur finché vuole, ci ricasca:
è appena scesa notte, e già cavalca.
Tanti ne han visti tanti finir male,
inseguendo sottane andare in trappola;
giuran di ravvedersi, ma è una zoccola,
in conclusione, a fargli il funerale.
Anche i più dritti hanno la stessa sorte:
la schiavitù sessuale è la più forte.
Uno s’appiglia a Cristo; l’altro migliora i codici.
Il primo crede al papa; l’altro a Nietzsche.
A mezzodì fa voto: «Non mangerò più sedani».
Si astrae nell’ideale al pomeriggio.
La sera dice: «Ho il paradiso in tasca».
Ma non è ancora notte, e già cavalca.

Bertolt Brecht, L’opera da tre soldi

Milva interpreta la versione di Giorgio Strehler:

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