Ernst Bloch, inventario dell’apparenza rivoluzionaria

“Quando due uomini fanno la stessa cosa, non fanno la stessa cosa.
A maggior ragione quando l’uno imita l’azione dell’altro per ingannarlo. Così succede oggi, quando il nazista non può ancora rivelare ciò a cui somiglia e ciò che vuole veramente, e perciò si traveste. Pretende di essere ribelle, com’è noto: il Terrore bianco più spaventoso che la storia abbia mai visto contro il popolo e il socialismo si camuffa da socialista. A questo scopo la sua propaganda deve dispiegare un’apparenza puramente rivoluzionaria, facendo sfoggio di abiti rubati alla Comune. L’impostura non potrebbe essere più a buon mercato: infatti la stessa parola d’ordine nazionalista che fa appello alla razza dei signori non avrebbe alcuna forza d’attrazione se non si presentasse in prima istanza -rispondendo in apparenza al bisogno reale del popolo- come parola d’ordine anticapitalista. Ma l’anticapitalismo dei Thyssen, dei Schroder e degli altri committenti del nazismo non indosserà mai maschere sufficienti a impedire a Cappuccetto Rosso di riconoscerlo. Da solo l’incendio del Reichstag non basta, è necessario che il popolo creda che Nerone è il primo cristiano. Fin dall’inizio, l’inferno ha dunque indossato la maschera della salvezza, persistente impostura.
Ernst Bloch, Eredità del nostro tempo (1933)

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