dittatura del proletariato

Lo stato non viene “abolito” ma si “estingue”.
Lenin evidenziò questi concetti in Stato e rivoluzione e sottolineò: Inizialmente lo Stato capitalistico (apparato statale) non verrà soltanto preso o soltanto mutato; esso viene “distrutto” e al posto dell’apparato statale capitalistico, della polizia capitalistica, dei funzionari capitalistici, della burocrazia subentrerà “l’apparato di potere del proletariato” e dei contadini e altri lavoratori che sono legati ad esso. Questo apparato è ancora un apparato repressivo, ma non viene più oppressa una maggioranza di lavoratori da una minoranza di proprietari di capitale ma viceversa, la minoranza degli ex proprietari viene messa in condizione di non nuocere alla maggioranza dei lavoratori.
Questo significa “dittatura del proletariato“.
(…)
Questo significa che la determinazione reale, non apparente, viva, non scritta sulla carta, della popolazione nei confronti della produzione, della distribuzione dei prodotti, delle regole sociali, dell’aumento demografico, dell’educazione, della vita amorosa, dei rapporti con le altre nazioni, ecc. costituiva il contenuto concreto di ciò che Lenin, basandosi su Marx ed Engels, indicava come “estinzione dello Stato”.”
Wilhelm Reich, Psicologia di massa del fascismo

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