la lotta sessuale dei giovani

“Quali rapporti esistono tra l’ordinamento sociale capitalistico, le sue norme sessuali ed il modo in cui viene trattata la sessualità dei giovani? Che significato ha la repressione sessuale giovanile?

La maggior parte dei giovani, ad eccezione di quelli proletari che hanno una notevole coscienza di classe, assumono la repressione della loro vita sessuale da parte della società capitalistica come qualcosa di ovvio, che è cosí e non potrebbe essere altrimenti.

Cominciamo a fare un paragone fra i pochi giovani che conducono una vita sessuale soddisfacente e gli altri che non sono riusciti a liberarsi dall’influsso della famiglia borghese, della scuola e della Chiesa, e vivono perciò in astinenza, si masturbano oppure cadono occasionalmente nel cosiddetto “amore platonico”, immergendosi nei loro sogni ad occhi aperti. Dovremo senz’altro constatare che i giovani che hanno le idee chiare in materia sessuale (e questi sono quasi sempre figli di proletari) si ribellano apertamente contro la loro famiglia, la scuola e la Chiesa, mentre quelli sessualmente inibiti (prevalentemente di origine piccolo-borghese) sono nella maggioranza dei casi dei “bravi ragazzi”.

Famiglia e scuola infatti sono oggigiorno, da un punto di vista politico, nient’altro che officine dell’ordinamento sociale borghese dalle quali vengono sfornati continuamente servi bravi ed ubbidienti. Il padre, nel suo ruolo abituale, è il rappresentante dell’autorità statale all’interno della famiglia. Lo stesso atteggiamento ubbidiente e servile che il padre esige dai figli quando sono ancora piccoli oppure giovani, lo Stato lo pretende dagli adulti. La mancanza di senso critico, l’impossibilità di protestare, il non-avere-nessuna-opinione-personale caratterizzano tanto il rapporto di fedeltà familiare che i figli hanno con i genitori, quanto quello degli impiegati fedeli con lo Stato, e quello degli operai non ancora coscienti a livello di classe con il loro direttore di fabbrica o col padrone.

Nella misura in cui si sviluppa all’interno della famiglia proletaria la coscienza di classe, si modifica anche l’atteggiamento dei genitori verso i figli, anche se tale trasformazione avviene per ultima e con maggiore difficoltà di tutte le altre. La meccanica della repressione sessuale si può sintetizzare cosí: per ottenere una efficace repressione dei desideri sessuali è necessario impiegare una notevole quantità di energia psichica; ciò si ripercuote negativamente sullo sviluppo dell’attività, dell’intelligenza e della critica. Al contrario, piú la vita sessuale si svolge in modo sano e vigoroso, tanto piú libero, attivo e critico diventa l’individuo. Ma è proprio questo che il capitalismo non vuole che avvenga. La limitazione della libertà spirituale e critica per mezzo della repressione sessuale è uno degli scopi fondamentali dell’ordinamento sessuale borghese. È assai significativo il fatto che la borghesia con tutti i mezzi che ha a disposizione si impegna per il mantenimento e il rafforzamento della morale familiare: la famiglia borghese è infatti, come abbiamo detto precedentemente, la sua principale fabbrica di servi.”
Wilhelm Reich, La lotta sessuale dei giovani, 1931

qui un ampio stralcio dell’opera:
lotte giovani

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