I bambini del futuro

“I bambini che hanno potuto crescere protetti e in contatto con la loro fonte di energia biologica, sono autoregolati e socievoli; sono meno corazzati, sono vitali, emozionalmente vivaci ed attenti.
I loro corpi sono morbidi e flessibili, sono affettuosi e raggianti, sono ben coordinati, hanno un buon equilibrio e lo riconquistano facilmente quando lo perdono.
I loro occhi sono espressivi, non hanno disturbi funzionali e superano presto le malattie, hanno una loro propria volontà e sanno stare da soli, amano imparare cose nuove, sanno collaborare e hanno rapporti intensi con le persone che li circondano.
Wilhelm Reich, I bambini del futuro

Babies 2010, un documentario su quattro bambini in differenti parti del mondo:

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One comment

  1. dalla pagina facebook di Selva Oscura:
    Antica sapienza… femminile!
    Queste cose evinco da questo documentario:
    – Che erano le donne a “somministrare salute”. Le donne, oltre che all’economia domestica, erano dedite alla cura e al nutrimento. Senza soluzione di continuità, erano levatrice, medico, fisioterapista, naturopata, infermiera, OSS… nessuna separazione tra una competenza e l’altra, non si trattava di competenze professionali, ma di competenza nel vivere.
    – Che non c’era una teoria sull’accoglienza e sull’ascolto, almeno non nella cultura di questa donna di Dakar. Non sembra importarle se il proprio tocco offenda o meno il bambino, è un tocco sapiente, e non c’è altro da sapere. Che questo tocco favorisca nel bambino una chiusura o un’apertura, non è importante, forse proprio perchè non c’è separazione, dunque non c’è una conseguente riflessione sul come favorire il ricomporsi della separazione, o meglio, sul come evitare che il senso di unità venga infranto.
    O, forse, non è il sistema parasimpatico che s’intende stimolare, ma il simpatico, per favorire lo spostarsi dell’energia dall’interno, e dai ristagni che all’interno potrebbero crearsi, tipici della fase fetale, a movimenti esterni, che favoriscano la mobilità, il futuro andare per il mondo, manipolandolo, ed è proprio per rinforzare la separazione dal tutt’uno indifferenziato e simbiotico da cui il bambino proviene, che il tatto è, diciamo così, sgarbato.
    In ogni caso, per chi è neo mamma, è un buono spunto per quando volesse fare un “massaggio igenico” al proprio bambino.

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