commentari al fascismo n°2: il nostro fascismo quotidiano

2.0. Le ipotesi più pessimiste prefigurate in Psicologia di massa del fascismo si sono avverate tristemente nei 70 anni che ci separano dalla sua ultima edizione: il fascismo è presente ed egemone internazionalmente.
Questo è vero non solo riguardo al riemergere di movimenti di dichiarato orientamento fascista, razzista e xenofobo, ma alla persistente mobilitazione bellica dell’opinione pubblica, contro cui sempre meno i movimenti pacifisti riescono a sviluppare iniziative efficaci.
Fenomeni come l’identificazione con un “capo”, l’esaltazione della famiglia tradizionale e della “tradizione” in generale, un diffuso misticismo (dal fondamentalismo islamico alla new age al restyling papale…) forniscono rassicurazioni nella crisi sistemica che investe l’economia e la società, fornendo linfa vitale alle organizzazioni fasciste (vedi family day).

2.1. In Italia, vista la mancata de-fascistizzazione dello Stato, come in Germania, visto il ruolo mantenuto nel polo imperialistico europeo, una serie di motivazioni politiche ed economiche potrebbero sembrare sufficienti a giustificare il fatto.
Più problematico comprendere come movimenti fascisti abbiano preso piede fino ad arrivare al governo in paesi che furono repubbliche sovietiche o conobbero un quarantennio di “socialismo reale”. Certamente, anche in questi casi si possono addurre motivazioni politico-economiche (manovre imperialiste) o geopolitiche (dando legittimità al nazionalismo) lasciando però irrisolta la questione fondamentale posta da Reich:
Perché “sono state le masse impoverite che hanno contribuito alla presa del potere da parte del fascismo”?

2.2. Due generazioni sono state sottoposte ad una educazione di Stato improntata al più stentoreo antifascismo, al ricordo delle sofferenze provocate dalla guerra ed all’aspirazione alla pace come valore supremo, senza sradicare il fascismo che ha ritrovato espressione politica arrivando non di rado al potere.
Tutta la retorica antifascista ha dimostrato di essere inefficace, se non controproducente. Tutte le analisi storiche, sociologiche, economiche, filosofiche, di carattere accademico o militante, hanno lasciato inesplorata o quasi la sorgente energetica del fascismo, che ha continuato a sgorgare, nelle democrazie occidentali come nel socialismo reale, nei paesi industrializzati come nel terzo mondo, facendosi sempre più impetuosa con l’estendersi della guerra su scala planetaria.

2.3. Considerando il fascismo dal punto di vista della psicologia di massa, ovvero di una psicologia informata dall’antropologia e dalla sociologia, che si ponga il fine politico dell’autogoverno, dell’”autonomia delle masse”, Reich ci offre una soluzione che implica prioritariamente l’ampliamento della prospettiva temporale: se la durata del capitalismo si misura in secoli, quella dell’imperialismo in decenni, la durata del patriarcato si misura in millenni.
La morale sessuale coercitiva, accanto alla famiglia, alla proprietà privata ed allo Stato, segna l’origine delle società divise in classi, del lavoro coatto, della separazione dalla natura, senza una radicale rivoluzione culturale nell’ambito dei rapporti sociali più intimi, porteremo in noi stessi il germe del fascismo e lo riprodurremo all’interno delle organizzazioni politiche più rivoluzionarie, dei sindacati più classisti, dei circoli intellettuali più creativi. L’esito di quasi tutte le rivoluzioni sociali che hanno attraversato il Novecento sta lì a ricordarcelo.

2.4. Negli anni attorno al 1968, movimento femminista ebbe il merito storico di porre all’ordine del giorno questi problemi: divorzio, contraccezione, aborto, ma anche diritto all’orgasmo, politicizzazione del privato, ecc. portando sul piano di massa le intuizioni reichiane. Contemporaneamente, i movimenti giovanili scardinarono l’intangibilità dell’autorità paterna, rompendo tradizioni consolidate.
Solo alcune componenti di questi movimenti, che non divennero mai maggioritarie, videro queste istanze interne al movimento di classe, le organizzazioni tradizionali del movimento operaio restarono sorde e diffidenti. Questo a causa di persistenti tare ideologiche, alimentate da politicanti opportunisti, riflesso di una situazione ancora immatura, solo agli inizi.
A partire dagli anni ’80 del secolo scorso, una profonda controrivoluzione ha ribaltato la situazione sul fronte della lotta di classe, la rivoluzione sessuale è stata mercificata e ridotta a pornografia, il movimento femminista è stato ampiamente istituzionalizzato e strumentalizzato ed oggi contempliamo solo rovine.

2.5. Un padre autoritario resta tale, anche se in gioventù fu partigiano, come una madre castrante resta una madre castrante, anche se in gioventù innalzò i pollici e gli indici congiunti, entrambi diffondono la peste psichica loro malgrado, educano figli ad essere gregari sottomessi, potenziali fascisti.
Se vogliamo rompere questo circolo vizioso, dobbiamo cominciare dal basso, nella consapevolezza che il fascismo è dentro di noi.

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