Perché non dovrebbe esserci la felicità in terra? Perché non il piacere come contenuto della vita?

“Anche il rivoluzionario esige molti sacrifici, senso del dovere, rinunce, perché le possibilità di raggiungere la felicità devono ancora essere conquistate. Nel lavoro pratico di massa dimentica perciò facilmente –e a volte volentieri– il vero obiettivo, che non è il lavoro (la libertà sociale comporta una progressiva riduzione dell’orario di lavoro), ma il gioco e la vita sessuali in tutte le loro forme, dall’orgasmo fino alle massime realizzazioni dell’intelletto: il lavoro è e rimarrà la base della vita, ma nella società esso diminuisce sul piano personale e su quello temporale per aumentare unicamente sul piano meccanico e dello spazio. Questa è l’essenza della razionalizzazione del lavoro.”
Wilhelm Reich, Psicologia di massa del fascismo

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