commentari al fascismo n°0: premessa

0.0. Lo scopo di questa pagina è introdurre ed invitare alla lettura del libro di Wilhelm Reich, Psicologia di massa del fascismo, di cui viene utilizzata l’edizione Einaudi-PBE, del 2002, traduzione di Furio Belfiore e Annelise Wolf .

0.1. Libro più citato che studiato, scritto a ridosso dell’avvento del nazismo in Germania (1933) e profondamente rielaborato, in occasione dell’edizione in lingua inglese, negli anni intorno alla fine della seconda guerra mondiale (1942-1946).
La pubblicazione del libro valse all’autore numerosi riconoscimenti, alcuni prevedibili altri decisamente funesti per chi li espresse ancor più di chi li subì:
– i nazisti mandarono il libro al rogo e costrinsero Reich all’esilio;
– la Società Internazionale di Psicoanalisi espulse Reich (che ne era uno dei massimi rappresentanti) diffamandolo in tutto il mondo come pazzo;
– il Partito Comunista Tedesco (KPD) espulse Reich e le sue opere vennero bandite in URSS con l’accusa di “freudianesimo“, ovvero di “idealismo piccolo-borghese“.
Tutte accuse, lo si capisce, oltremodo ingiuriose, che consegnarono l’opera a scaffali polverosi fino all’esplosione rivoluzionaria del ’68, quando il tema della liberazione sessuale attraversò i movimenti studenteschi e giovanili, senza trovare però più di tanto interesse nei teorici della “nuova sinistra”.

0.2. Oggi, l’interesse per Reich è confinato in ambienti “new-age”, che speculano con toni misticheggianti sulle intuizioni visionarie dei suoi ultimi anni (energia orgonica e sue sperimentazioni tecnologiche, superimposizione cosmica, ecc.) o in relativamente ristrette cerchie psicoterapeutiche e naturopatiche, per lo più condizionate dall’approccio “riduzionistico” di Alexander Lowen (a cui vanno comunque riconosciuti numerosi meriti nella diffusione e nella sperimentazione di validi strumenti terapeutici).

0.3. Rimane in ombra il valore politico e filosofico della ricerca di Reich, la cui attualità è tragicamente confermata dal riemergere di movimenti fascisti in tutto il mondo. In particolare, che simili movimenti riemergano con virulenza in paesi che appartenevano all’Unione Sovietica od erano suoi alleati, conferma l’analisi di Reich sul “fascismo rosso” e sulla necessità di arricchire il materialismo dialettico attraverso l’analisi critica delle ricerche scientifiche in ambito psicologico ed antropologico.

0.4. Accanto alle citazioni da Psicologia di massa del fascismo ed altri scritti di Reich, nella categoria “altri autori” sono compresi scritti su Reich e scritti sul fascismo di orientamento affine.
Le mie riflessioni sono raggruppate nella categoria “commentari al fascismo“.

Qui il testo:
wilhelmreich_psicologiadimassadelfascismo

Oppure qui:
https://unisafilosofiateoreticaonline.files.wordpress.com/2014/01/wilhelmreich_psicologiadimassadelfascismo.pdf

antifascisti1

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