Stalin

“La rivoluzione russa cozzò contro una barriera che non riconobbe e che quindi velò con una serie di illusioni. Fu la barriera della struttura biopatica umana formatasi nel corso dei millenni. Non ha alcun senso voler dare la “colpa” a Stalin o a qualcun altro. Stalin era soltanto uno strumento delle circostanze. Solo sulla carta su cui si può scrivere tanto facilmente il processo di sviluppo sociale appare facile come un’allegra passeggiata. Nella dura realtà urta continuamente contro nuove e sconosciute difficoltà. Questo porta al regresso e alle catastrofi; bisogna imparare ad avvertirle, conoscerle e superarle. Ma rimane un rimprovero: un piano promettente sociale deve continuamente essere verificato. Bisogna constatare onestamente se il piano è sbagliato o se nel suo sviluppo è stata ignorata qualche cosa; si può poi cambiare consapevolmente questo piano, migliorarlo e dominare meglio il suo sviluppo. Si può mobilitare il pensiero umano per superare le forze che ostacolano il progresso verso la libertà. Ma l’annebbiamento illusorio , politicantesco delle masse è un crimine sociale. (…)
Un regresso obiettivo nello sviluppo spesso è necessario e deve essere sopportato; ma non si può giustificare il mascheramento di questo regresso con le illusioni, impiegando i metodi fascisti della menzogna.”
Wilhelm Reich, Psicologia di massa del fascismo

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